Cosa sono le martze a pià
Sono le gare di corsa in montagna della Valle d'Aosta. Nate nelle feste di paese alla fine degli anni '60, si corrono ancora oggi sugli stessi sentieri, dentro il campionato più longevo della regione.
La definizione
Corse brevi, in salita, su sentiero
Una martze a pià — «marcia a piedi», in dialetto franco-provenzale — è una gara di corsa in montagna: si sale, spesso molto, su percorsi che stanno in una mattinata. Cronoscalate, tour di vallone, scalate a un colle.
Non sono nate come eventi sportivi. Sono nate come manifestazioni di paese, legate a sagre e feste patronali, dove alla partenza si trovavano i bambini delle scuole, il sindaco e il parroco. Erano iniziative locali e isolate, ma partecipate da tutta la comunità. Di tutte, la più antica saliva da Saint-Vincent al Col di Joux: la organizzava l'Atletica Zerbion, ed è arrivata alla 49ª edizione nel 2015.
Dal 1975 quelle gare sparse sono un campionato regionale. È la ragione per cui esiste questa associazione.
Fine anni '60 → oggi
Com'erano, e come sono adesso
Le gare di allora erano più lunghe e più orientate alla montagna di quelle di oggi, e si correvano senza allenamento specifico né spirito agonistico. Il cambiamento non è stato solo tecnico: è cambiato cosa si viene a cercare.
Allora
Si correva dopo il lavoro, con i pantaloni e le scarpe di tutti i giorni — quando non con quelli del lavoro stesso. Le gare erano poche e non meno dure: la Marcia del Dondeuil, nel vallone di Scheity a Issime, misurava 15,8 km per 1.065 metri di dislivello, quanto un trail di oggi.
La corsa non finiva all'arrivo: continuava nel pranzo e nel dopo gara, dove si restava a ballare. Quello che teneva insieme tutto era il desiderio di stare in compagnia.
Oggi
Il movimento è regolamentato. Le martze sono entrate nella FIDAL — la federazione italiana dell'atletica leggera — e questo ha due facce: regole da rispettare, e la possibilità per gli atleti di gareggiare in tutta Italia sotto un'unica tessera. Oggi accanto alla FIDAL c'è anche l'A.S.C.
Le gare si sono accorciate. Sono diventate, nelle parole dell'assessorato regionale allo sport, «corte, veloci e fruibili da tutti»: meno terreno per la gara pura, più spazio per chi arriva cercando altro.
Nel 1968 il New York Times scrisse un articolo dal titolo "Jogging: the newest road to fitness" nel quale si descrive come "una stupida perdita di tempo" il correre da adulti per mero piacere.
Era il clima in cui sono nate. In una regione dove le energie andavano al lavoro in fabbrica e nei campi, mettersi a correre per piacere sembrava incomprensibile.
Tre discipline vicine
In cosa si distinguono da trail e vertical
Si corre in montagna in tutti e tre i casi, ma le regole e il pubblico non sono gli stessi. La tabella riporta solo le differenze documentate: dove la fonte non si esprime, la casella lo dice.
| Martze a pià | Trail | Vertical | |
|---|---|---|---|
| Andatura | Si corre: serve essere allenati | In molti camminano | In molti camminano |
| Percorso | In salita: cronoscalate, tour, scalate | Più lungo di una martze | Sola salita, spesso serale |
| Tesseramento | Richiesto: FIDAL, oggi anche A.S.C. | Non documentato nel dossier | Spesso non richiesto |
| Formula | Campionato regionale dal 1975 | Non documentato nel dossier | Circuito recente: le Soirée Vertikal hanno trovato una collocazione in due stagioni di calendario |
I percorsi
Perché sono considerate difficili
Non è modestia al contrario: i sentieri valdostani sono ripidi e tecnici, e le gare che ci passano lo sono di conseguenza. Il dossier raccoglie il giudizio dell'assessore regionale allo sport, che le colloca ai vertici della disciplina per difficoltà tecnica.
C'è anche un effetto collaterale che ha poco a che vedere con lo sport: organizzare queste gare ha contribuito a far conoscere e ripristinare sentieri abbandonati. Un percorso che ogni anno ospita una corsa è un percorso che resta pulito e battuto.
Dal punto di vista tecnico hanno pochi eguali in Italia e nel mondo: i sentieri della Valle d'Aosta sono esigenti, impegnativi, selettivi e garantiscono la disputa di gare molto interessanti sotto il profilo agonistico.
Chi può partecipare
Serve il tesseramento, non il talento
Le martze sono gare federali: per prendere il via serve essere tesserati per una società affiliata. Non serve invece essere competitivi — alla partenza convivono chi lotta per il campionato e chi corre per arrivare.
Il tesseramento
Serve una tessera FIDAL, oggi anche A.S.C., tramite una società affiliata. Requisiti, costi e scadenze della stagione in corso sono pubblicati nella pagina Stagione.
La tessera AVMAP
L'associazione ha un proprio circuito convenzionato: chi si tessera con l'AVMAP accede alle convenzioni dei 26 partner del campionato.
Il livello
Dalle martze sono passati atleti da Olimpiadi e Mondiali, e molti si presentano ancora al via. È l'occasione, rara, di partire accanto ai migliori della propria disciplina.