Cinquant'anni di campionato, in salita
Nate come gare di paese quando correre per piacere sembrava una stranezza, le martze a pià sono diventate il campionato più longevo della Valle d'Aosta. Questa è la successione dei fatti.
Cinquant'anni sono tre generazioni di corridori. La prima correva con le scarpe da lavoro e non si allenava; la seconda ha portato le martze ai Mondiali; la terza le trova in difficoltà e discute come rifondarle.
Quello che segue non è una celebrazione. È la successione dei fatti, comprese le date in cui qualcosa si è rotto.
Dodici tappe
La vicenda, dall'inizio
Il profilo che apre la home è questa stessa storia, compressa in una figura. Qui è percorsa una tappa alla volta.
-
Secondo dopoguerra
Una tradizione che precede tutto il resto
La corsa in montagna in Valle d'Aosta è documentata fin dal secondo dopoguerra, e nasce molto prima di trail, ultra trail e skyraces. Il carattere è diverso da subito: al centro non stanno il limite da superare e il rischio, ma il ritrovarsi — una pratica che la comunità condivide.
-
Fine anni '60
Si corre col vestiario da lavoro
Niente materiali tecnici, niente allenamenti specifici: si corre dopo il lavoro con pantaloni e scarpe di tutti i giorni, quando non con quelli del lavoro stesso. Correre da adulti per piacere non è ancora considerato normale — nel 1968 il New York Times lo definisce «una stupida perdita di tempo».
In una regione dove le energie vanno al lavoro in fabbrica e nei campi, chi corre viene guardato con sospetto.
-
Anni '60 e '70
Le gare di paese
Nascono manifestazioni locali in cui la corsa riunisce tutti: i bambini delle scuole, il sindaco, il parroco. Sono iniziative isolate, ma partecipate da tutta la comunità. La più antica sale da Saint-Vincent al Col di Joux, organizzata dall'Atletica Zerbion: arriverà alla 49ª edizione nel 2015.
La corsa non finisce all'arrivo: continua nel pranzo e nel dopo gara, dove si resta a ballare. Le gare sono poche ma non più facili di oggi — la Marcia del Dondeuil, nel vallone di Scheity a Issime, misura 15,8 km per 1.065 metri di dislivello.
-
1975
Nasce il C.R.O.M.A., e il primo campionato
Gli appassionati aumentano, e anche le pro loco cominciano a organizzare competizioni. Negli anni Settanta matura l'idea di riunire quelle manifestazioni sparse sotto un'unica associazione e un campionato. Nasce il Comitato Regionale Organizzatore Martze a Pià: primo presidente Giuseppe Hérin, primo segretario Enzo Bonin.
Il primo campionato conta cinque gare: la Marcia di Leudze a Ozein, il Trofeo Poletto ad Antey-Saint-André, il Tor della Colonna ad Aosta, il Tor Du Lac a Valgrisenche e la marcia alpina Planaval–La Salle. Lo vince Piero Dufour, di Challand-Saint-Anselme.
-
22 aprile 1977
Nasce l'AVMAP
La Regione autonoma Valle d'Aosta riconosce il comitato come associazione sportiva. Da quel giorno esiste l'Associazione Valdostana Martze a Pià.
-
Anni '80
Il movimento entra in FIDAL
Le gare si moltiplicano, nascono nuove società sportive. Con i numeri cresce la necessità di regole, e le martze entrano nella Federazione italiana di atletica leggera: vincoli in più, ma anche la possibilità per gli atleti di gareggiare in tutta Italia sotto un'unica tessera.
Sono gli anni di Erminio Nicco, Augusto Chincheré, Luigi Perosino, Mauro Desandré, Carlo Chabod e Gildo Vuillen, i primi a portare le martze fuori dai confini regionali con buoni risultati.
-
Anni '80 e '90
Il calendario si allarga oltre la montagna
Per allargare il bacino il calendario si apre a discipline non di montagna: entra la mezza maratona, entrano le prove su pista dei 3.000 e dei 5.000. Chi partecipa, intanto, si allena meglio di prima.
-
1990
Bruno Brunod vince il campionato
Diventerà il primo campione mondiale di skyrunning, disciplina che raccoglie vertical kilometer, skymarathon, ultra skymarathon e skyrace. Passato poi a trail e ultratrail, continuerà a presentarsi al via delle martze, trasmettendo la passione al figlio Mathieu.
-
2010
Nasce il Tor des Géants
È l'evento da cui trail e vertical si moltiplicano in Valle. Le martze non lo sentono subito: il contraccolpo arriva qualche stagione più tardi, sul numero di gare in calendario e sulla partecipazione. Nel 2014 nasce anche il circuito del Tour Trail VdA.
-
2016
Arriva il chip
La rilevazione cronometrica con il chip entra in Valle solo nel 2016, dopo essere stata osteggiata, e quando altrove era già prassi. È il primo segnale del ritardo tecnologico che pesa sul movimento.
-
2020
Nessuna gara disputata
Per la prima volta in oltre quarant'anni il campionato non si corre. Nel 2021 si riparte con 9 gare e una media di 71 atleti; nel 2022 le gare raddoppiano a 18, ma la media si ferma a 72.
Dopo i due anni di pandemia l'associazione apre un fronte comune con skyrunning e trail. È una mossa di sopravvivenza — senza, la disciplina rischiava di finire — e non comporta rinunciare a quello per cui le martze sono nate.
-
Oggi
Il 50° campionato
Cinquantesima edizione. Un direttivo nuovo, guidato da Domenico Longo. Un secondo ente accanto alla FIDAL, l'A.S.C., che allarga le gare ammissibili. E una tessera che dà accesso a un circuito di convenzioni.
Sei presidenze
Chi ha guidato l'associazione
In cinquant'anni sei persone si sono passate la presidenza. La successione è documentata nel dossier fino a Domenico Quattrone; l'attuale presidenza risulta dal sito dell'associazione.
Presidente del C.R.O.M.A. dalla fondazione nel 1975, e primo presidente dell'AVMAP dal 1977. Primo segretario del comitato fu Enzo Bonin.
Anche atleta tra i primi a portare le martze fuori valle, e guida dell'Atletica Zerbion, la società che organizzava la storica salita al Col di Joux. Scomparso.
Trent'anni di presidenza al momento del dossier, aprile 2023. «Non possiamo lasciare che le martze a pià muoiano» è la frase con cui apre la propria intervista.
Guida il direttivo attuale, insieme al vice presidente Massimo Bétemps e alla segretaria Roberta Boffa.
Due puntate · AostaSeraTV
La storia raccontata a voce
Il racconto della corsa in montagna in Valle d'Aosta, in due parti. I video si aprono su YouTube.